Meyer square and Medieval Zornhau/Oberhau. What the…???

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Premetto che l’articolo qui sotto è basato sulle mie esperienze personali, non è una verità assoluta, ma è supportato dalla logica delle mie conoscenze attuali.

Dall’Oberhau di Lignitzer, Zornhau ort di Ringeck e Von Danzig, cos’hanno in comune? Salta all’occhio allo schermidore che anche da pochi mesi si è avvicinato all’arte, che la logica che sta dietro a queste tecniche (e ad altre su altri trattati di tradizione Liechtenaueriana) è comune e descrive la medesima tecnica.

Il punto focale della tecnica è senza dubbio la peculiarità di un taglio che cerca lo spazio per una punta. Lo Zornhau ort è ipoteticamente la tecnica più immediata che ci viene descritta, la prima opzione offensiva possibile dal colpo più (o meno) intuitivo. Ciò che è più importante in queste tecniche è senza dubbio la direzione del taglio. Hanko Dobringer (o chi per esso) ci spiega nel suo trattato come la logica della scherma di Liechtenauer imponga che la punta dell’arma sia collegata con un filo immaginario all’avversario, in modo che la punta sia sempre e comunque una minaccia che cerca poi di insinuarsi nell’obiettivo. Per fare questo il nostro taglio deve avere una determinata direzione. Esaminiamone le caratteristiche:

1) Non è consigliabile tagliare a 45° rispetto all’asse verticale. Per portare la punta in linea con questo taglio dobbiamo arrivare ben oltre alla nostra anca, allontanando la punta dall’obiettivo. Sensato? No.

2) Non è consigliabile colpire direttamente al viso, la nostra scelta strategica “Zornhau- Ort” non è solo un’alternativa probabile, è un piano ben definito, con variabili tattiche da assumere a seconda della situazione che si presenta al legamento. Per questo punto in particolare consiglio vivamente il video di Roland Warzecha, istruttore a cui è ispirato il mio intero lavoro: https://www.youtube.com/watch?v=nd0D4u4Aeks&list=UUnXjzhYu7VgA-R3XVpT2XTQ

3) Non è consigliabile eseguire lo Zornhau ort come un singolo colpo/punta, con l’intenzione immediata di entrare con la punta, senza tenere conto delle variabili nel legamento.

Lo Zornhau-Ort conquista il centro e lo sfrutta. Il tutto grazie a queste sue caratteristiche peculiari. Meyer d’altro canto nel suo trattato ci propone un sistema differente. Il suo stesso diagramma di allenamento è basato sui tagli alle quattro aperture.

Nella mia recente esperienza all’evento di Asola (3° Allenamento con gli Appesi) ho avuto modo di osservare il metodo di Meyer applicato da uno degli studiosi più dediti in questo senso: Roger Norling. Oltre al mio interesse accademico per le materie trattate ed all’interesse nell’osservare nuovi sistemi, quest’anno sono arrivato all’evento con in mente questo medesimo articolo, cercando spunti per completare il quadro che stavo formando. Alcuni dati forniti dalle spiegazioni di Norling sono stati molto importanti, il primo fra tutti è il consiglio di tagliare con la spada lunga (seguendo lo schema del quadrato) in modo che durante i tagli a croce le nostre mani risultino sempre nel quadrante opposto a quello dove desideriamo colpire. Questo è estremamente importante: Nei sistemi di Dussack e di Sciabola polacca, dove il taglio è predominante, questo schema è pressoché identico. Il quadrato stesso è uno schema di tagli a 45°. Valicando le alpi invece notiamo che Fiore, non Lichtenaueriano ma preoccupato per la punta in linea quanto la controparte Germanica, in epoca medievale, espone un sistema di tagli con una gradazione più accentuata (20 – 25° rispetto all’asse verticale del corpo).

Detto questo, qual è il punto fondamentale del discorso. Il punto fondamentale è la posizione dell’arma e delle mani al punto in cui possiamo dire che il taglio è arrivato a segno:

Zornhau – Ort/ Oberhau medievale: Mani di fronte all’asse verticale della nostra anca sinistra, punta in linea con il viso dell’avversario. Gradazione dell’arma rispetto all’asse verticale: 20° circa.

Oberhau di Meyer, Taglio con arma orientata in questo senso: Mani nel quadrante opposto all’apertura a cui sto tagliando, lama a contatto con l’avversario nel quadrante in cui sto tagliando, punta fuori linea: Gradazione dell’arma rispetto all’asse verticale: 45° circa.

Quale dei due tagli è migliore? Nessuno dei due, ognuno dei due è migliore all’interno del contesto in cui si è sviluppato. Ciò che è importante è che se ci alleniamo a portare la punta in linea a guadagnare il centro, non dobbiamo farlo su un quadrato del Meyer, se ci alleniamo a tagliare alle quattro aperture non dobbiamo pensare ad occupare il centro, ma a tagliare l’obiettivo con uno schema di tagli a X, passando da un’apertura ad un’altra. Featured image English: Premise that the article below is based on my personal experiences, it is not an absolute truth, but it is supported by the logic of my current knowledge.

What “From the Oberhau” of Lignitzer, Zornhau ort of Ringeck and Von Danzig, have in common? Catches the eye at the fencer that even a few months ago he approached the art, that the logic behind these techniques (and other on other treaties tradition of Liechtenauer tradition) is common and describes the same technique logic. The focal point of the technique is undoubtedly the peculiarity of a cut that search space for a thrust.

The Zornhau ort is supposedly the most immediate technique that is described, the first offensive option possible by the blow more (or less) intuitive. What is most important in these techniques is undoubtedly the direction of the cut. Hanko Dobringer (or whoever it) explains in his treatise as the logic of Liechtenauer fencing requires that the tip of the weapon is connected with a imaginary wire to the opponent, so that the tip is always a threat that seeks the enemy. To do this our cutting must have a certain direction. Let us examine the features:

1) It is not recommended to cut at 45 ° to the vertical axis. To bring the tip into line with this cut we must reach beyond our hip, creating distance between our point and the enemy. Make sense? No

2) It is not advisable to hit directly in the face, our strategic choice “Zornhau- Ort” is not an alternative, is a well-defined plan, with varying tactics to be taken according to the situation that presents itself in the bind. To this point, in particular, I highly recommend the video of Roland Warzecha, instructor who inspire my entire work: https://www.youtube.com/watch?v=nd0D4u4Aeks&list=UUnXjzhYu7VgA-R3XVpT2XTQ

3) It is not advisable to run the Zornhau ort as a single shot / thrust, with the immediate intention of entering with the tip, without regard to the variables in the bind.

The Zornhau-Ort conquers the center and exploits it. All this thanks to these characteristics. Meyer on the other hand, in his treatise offers us a different system. His own diagram of training is based on cuts to the four openings.

In my recent experience at the event in Asola (3rd Allenamento con gli Appesi) I was able to observe the method of Meyer applied by one of the most dedicated scholars in this sense: Roger Norling. In addition to my academic interest in the matters addressed and the interest in observing new systems, this year I came to the event with this article in mind, looking tips to complete the idea I was forming. Some data provided by the explanations of Norling were very important, the first among them is the advice to cut with the longsword (following the pattern of the square) so that during the cross-cuts our hands were always in the quadrant opposite to that where we want to hit. This is extremely important: In the Dussack system and in Polish Sabre, where the cut is predominant, this pattern is almost identical. The square itself is a pattern of 45 ° cuts. Crossing the Alps on the other hand we see that Fiore, not Lichtenauer school, but worried about the tip line as the Germanic counterpart (in medieval time), exposes a system of cuts with a steeper grades (20-25 ° respect the vertical axis of the body).

That said, what is the main point of the article. The key point is the location of the weapon and hands at the point where we can say that the cut came to hit:

Zornhau – Ort / Oberhau Medieval: Hands in front of the vertical axis of our left hip, tip in line with the face of the opponent. Gradation of the weapon from the vertical axis: 20 °.

Meyer’s Oberhau, with cutting weapon oriented in this sense: Hands in the opposite opening quadrant that I’m cutting, blade in contact with the opponent face, in the opening where I’m cutting, tip out off line: Gradation of the weapon from the vertical axis: 45 °.

Which of the two cuts is better? Neither of them, each of the two is better within the context in which it developed. What is realy important, is that if we train to bring the tip in line to earn the center, we should not do it on a square of Meyer, if we train to cut the four openings, we must not think to occupy the center, but to cut the objective with a pattern of cross cuts, from an opening to another.

Federico.

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One Response to Meyer square and Medieval Zornhau/Oberhau. What the…???

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