Fast and Furious

* Scroll down for english translation

Ebbene no, non è la recensione di un film, per lo meno non un film che possiamo vedere alla tv o al cinema, è invece la recensione di un film proiettato nel nostro cervello costantemente quando parliamo di sparring e di “combattere veramente”.

Ogni qual volta venga descritto uno sparring esso è necessariamente da ricondursi ad una simulazione di torneo, dove due persone equipaggiate delle più resistenti protezioni disponibili si scontrano, sfruttando al 100% le capacità di ogni singolo muscolo per tirare un colpo estremamente forte e veloce (a volte più di uno).

Uno sparring invece a velocità più moderata non è considerato sparring, nella mia breve vita schermistica l’ho sentito chiamare in molti modi, slow motion, sparring controllato, sparring di applicazione, gioco! C’è un minimo di verità in ognuno dei termini (anche se restano i miei dubbi sulla parola “gioco”). Lo sparring a velocità moderata è decisamente surclassato dal “vero sparring” nella quasi totalità dei club, questo porta però con sé un problema. Il “Vero sparring” non porta miglioramenti sostanziali al nostro modo di schermare, anzi, questo tipo di sparring “fast and furious” rischia a volte di compromettere il nostro allenamento per il rischio di infortuni che porta con sé (io stesso prima di cambiare metodo ne ho subiti parecchi)

Lo sparring a velocità moderata invece porta con sé molti vantaggi, badate bene, velocità moderata può significare molte cose, la giusta velocità è quella in cui riusciamo a destreggiarci senza entrare nel panico o diventare agitati, per questo più che sparring a velocità moderata vorrei chiamarlo “Sparring a velocità ADEGUATA”. Il primo pregio di questo sparring è appunto non renderci dei picchiatori folli. Una velocità su cui abbiamo controllo ci permette di rispondere alle minacce, di comprendere le pressioni sulla lama (fhulen) e di rispondere a queste in modo adeguato. In questo caso, se la nostra memoria muscolare avrà assimilato in allenamento la tecnica adeguata, la risposta sarà quella.

Lo sparring a velocità adeguata si modifica nel tempo, con il passare dei mesi evolve, sia nella velocità con cui vengono portati i colpi, sia in quella con cui i duellanti rispondono adeguatamente alle minacce e alle sensazioni, siano esse visive, “tattili” e/o puramente logiche nonché tattiche. Ciò significa che più pratichiamo sparring a velocità adeguata, più la nostra velocità adeguata aumenta.

Nessuno è sorpreso quando, durante uno sparring alla massima velocità, nessuna delle decine di tecniche più o meno complesse (ma oltremodo pregne di logica) non va a segno. Le risposte sono sempre le stesse “Devo studiare di più” “Il mio avversario era al mio stesso livello” “le tecniche non funzionano” e bla bla bla. La realtà è che non ci si è dati il tempo di assimilare le tecniche e metterle in pratica, seguendo un percorso adeguato e graduale. Ne risulta che il prodotto finale è sempre un abbozzo, la massima espressione di tecnica è qualche zwerchau abbozzato a inizio combattimento, per il tipico combattente di spada lunga, che finisce per non andare mai a segno. Questo può soddisfare il neofita ma alla lunga stancherà e deprimerà sempre di più il praticante più maturo, che cercherà vie alternative, ore in palestra ad aumentare il tono muscolare e la propria esplosività (che certo, non guastano) a volte dimenticando però ciò che è centrale in ogni sistema di combattimento: La tecnica.

Migliorate la vostra tecnica! Esercitatela! Applicatela in coppia alla velocità in cui riuscite a comprendere cosa sta succedendo, ripetete la stessa cosa da soli, nel vuoto. Schermate regolarmente ad una velocità adeguata alle vostre capacità, e, magicamente, saprete esattamente cosa state facendo. C’è un solo modo per migliorare, ed è essere coscienti delle proprie capacità e nutrirle nel loro stesso rispetto.

F.M.

 

 

Well no, it is not a review of a film, at least not a film that we can see on TV or the movies, however, is the review of a film projected in our brains when we talk about sparring and “Real fighting.”
Whenever it is described a sparring is necessarily attributable to a simulation of a tournament, where two people equipped of the most resistant protections available collide, using 100% of the capacity of each individual muscle to pull a shot extremely strong and fast (sometimes more than one).

A sparring with rather more moderate speed is not considered sparring,in my short fencer career I have heard call it in many ways, slow motion, controlled sparring, sparring application, game! There is a minimum of truth in each of the terms (though still have my doubts about the word “game”). The sparring at a moderate speed is significantly outperformed by the “true sparring” in almost all clubs, but this brings with itself a problem. The “True sparring” does not bring substantial improvements to our way of fencing, indeed, this type of sparring “fast and furious” at times threatens to compromise our training for the risk of injuries that brings with it (before changing method I have suffered a lot).

The sparring at moderate speed instead brings many benefits, mind you, moderate speed can mean many things, the right speed is one where we can fence without going into panic or become agitated, for this more than sparring at moderate speed I would call “PROPER sparring speed “. The first advantage of this sparring is precisely not make us fools or thugs. A speed which we have control allows us to respond to threats, to understand the pressures on the blade (fhulen) and to respond to these appropriately. In this case, if our muscle memory will have assimilated in training the proper technique, the answer will be that.

The sparring at adequate speed changes over time, with each passing month evolves, both in the speed with which the blows are carried, and in that with which duelists respond adequately to threats and sensations, whether visual, “tactile” and / or purely logical and tactical. This means that the more we practice sparring fast enough, our appropriate speed increases.

No one is surprised when, during a sparring at full speed, none of the dozens of techniques of varying complexity (but extremely imbued with logic) is not put in practice. The answers are always the same “I have to study more” “My opponent was at my same level” “techniques do not work” and bla bla bla. The reality is that there has not been given time to assimilate the techniques and put them into practice, following a path suitable and gradual. The result is that the final product is always a sketch, the ultimate expression of  technique is some zwerchau sketched at the beginning of the fight, for the typical longsword fighter, who ends up never go to sign. This may satisfy the neophyte but eventually tired and depress increasingly the more mature practitioner, who will seek alternative routes, hours in the gym to increase muscle tone and his explosiveness (which certainly is not bad)  sometimes forgetting what is central in every battle system: The technique.

Improve your technique! Exercise it! Try it in couple at the speed in which you can understand what’s going on, repeat the same thing yourself, as a kata. Fence regularly at a speed appropriate to your skills, and, magically, you’ll know exactly what you are doing. There is only one way to improve, and it is:  be aware of our abilities and feed them in their own respect.

 

 

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