What “Cade sub Gladium quoque Scutum” teach to fencers.

Demi-English below.

Cadere sotto spade e scudo, quest’azione a volte non è compresa fino in fondo, il che porta ad una pura e semplice “imitazione” del gesto per far collimare le tavole con l’interpretazione.

Partiamo analizzando la situazione: L’allievo regge Halpschilt, il prete la prima guardia. L’allievo ha quindi innegabilmente guadagnato il centro e minaccia con la punta l’avversario che è fuori dalla distanza di punta portata con il solo braccio esteso, ma è ad una distanza di punta e spostamento del piede.  Questo vorrebbe dire che se la punta venisse eseguita, il prete potrebbe legarla e trasportarla fuori linea facilmente, al solo tempo della mano.

D’altro canto però, il prete non può attaccare l’allievo, essendo che vi è la punta dell’avversario a porre una minaccia costante. La scelta che ne consegue è quindi quella di legare in un modo particolare, abbassando il baricentro (e quindi le spalle) il prete lega alla base dell’arma avversaria incrementando la gittata ma mantenendo il suo bersaglio grande fuori portata ideale. La posizione che assume (come è specificato nel testo dal prete) è simile ad Halpshilt ma più estesa, e la mano della spada è affiancata a quella del brocchiero, risulta quindi in una punta “scarica” per ciò che concerne l’estensione del braccio. Ciò che è importante però è che la punta sia al centro e che l’arma sia saldamente  presente (questo mi fa da un punto di vista meramente personalmente dubitare dei tagli tondi per legare sotto spada e scudo).  L’avversario non può quindi portare la punta o l’azione risulterebbe in una doppia uccisione (che l’allievo può comunque evitare in un modo molto semplice, ma per ora tralasciamolo), la scelta è quindi quella di controlegare l’arma avversaria per riguadagnare il centro, spostando e controllando la punta avversaria, per entrare a misura.

E se chi regge Halpshilt accrescesse e tirasse la punta molto velocemente, come farebbe una buona percentuale dei praticanti moderni? E’ certo che se l’avversario che regge la prima guardia non reagisce al cambio repentino di misura dell’avversario, la punta partirà alla nuova distanza (di mano) e sarà un tempo della mano corto contro un tempo della mano lungo. Quindi potrebbe benissimo entrare. Purtroppo però questa azione si basa sul caso e non sulla logica, e sulla logica si basa un’arte marziale, o non sarebbe arte, sarebbe “uccidersi” o “picchiarsi”.

La scelta di chi regge halpschilt di non tirare la punta è meramente dettata da un fattore di autoconservazione e dalla logica, così come il cadere sotto spada e scudo in risposta, il controlegamento come contro-risposta e il colpo di scudo a seguire. Ogni azione parziale o abbozzata al di fuori di questo schema può entrare, ma non entrare “in sicurezza”. Un combattimento può essere illogico, ma non un’arte marziale.

Federico

safa

 

Falling under sword and shield, this action is sometimes not fully understood, which leads to a mere “imitation” of the gesture to coincide with the interpretation tables.

We start by analyzing the situation: The student holds Halpschilt, the priest the first guard. The student then has undeniably earned the center and threaten the opponent with the thrust  that is out of the distance of the only arm extended, but it is at thrust distance and foot movement. This would mean that if the thrust is performed, the priest bind  it and carry it out easily offline, using the only time of the hand.

But on the other hand, the priest can not attack the student, being that there is an opponent tip to put a constant threat. The action that follows is therefore to bind in a particular way, by lowering the center of gravity (and so the shoulders), the priest binds to the opponent sword base by increasing his range but keeping its large target out of reach. The position assumed (as is specified in the text by the priest) it is similar to Halpshilt but more extended, and the sword of the hand is joined to that of the buckler. What is important though is that the tip is in the center and that the weapon is firmly present (this makes me from a purely personal point of view doubts about mittlehau  binding cuts under sword and shield). The opponent then can not bring the thrust or action would result in a double hit (which the student can still avoid in a very simple way, but for now I don’t take this in consideration), the choice is then to counterbind the priest weapon to regain the center, moving the enemy tip offline, to get in range.

And if those who use Halpshilt step in and thrust very quickly, as a good percentage of modern practitioners would probably do? Is certain that if your opponent holding the first guard does not reacting to the sudden change of opponent distance, the tip will start at the new distance (hand) and will be a short time of the hand against a long time of hand. So it could enter. Unfortunately, this action is based on the luck and not on logic, and logic is the base of martial arts, or it would not be art, it would  be”killing” or “beat someone”.

The choice of who holds halpschilt to not thrust is purely dictated by a factor of self-preservation and logic, as well as to fall under the sword and shield in response, the counterbind as a counter-response and the shieldstrike  that follow also. Each partial action or sketched outside of this scheme can enter, but can’t enter “safely.”

A fight can be unrational, but a martial art can’t or it’s not art at all.

Federico

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