Hema Ianua Tournament

Ieri mattina (28 gennaio) mi sono recato a Genova per un torneo di spada e brocchiero. Per chi segue questo blog saprete già molto bene che non sono un fanatico “torneista”, ciò nonostante ho deciso di partecipare minimo ad un torneo l’anno per lavorare sul mio profilo psicologico durante il combattimento.

Siccome ho ricevuto alcune richieste di pubblicare sul blog il feedback emotivo che ne ho avuto, eccoci qua:

Il torneo per me è cominciato all’incirca mercoledì mattina, quando ho cominciato a recuperare i pezzi di protezioni varie ormai impolverati dagli anfratti oscuri in cui probabilmente si erano ficcati da soli, oltre che a chiedere in prestito il materiale mancante a buoni amici (Grazie a Fabrizio, Fabio e David). Assieme a questo è ovviamente aumentata l’ansia da attesa, che è un fenomeno che provo comunemente quando devo affrontare qualcosa che non amo in modo particolare (es: Viaggi lunghi con frequenti cambi di mezzi pubblici).

Ho portato con me l’ansia fino al mattino di Sabato, come di prassi appena arrivato in loco l’ansia si è fortemente affievolita, essendo l’evento prossimo e l’attesa ormai vicina alla fine. Presomi il tempo per pensare alle possibili strategie base (punte – punte – punte!) e per osservare i miei futuri avversari di girone mi sono rilassato guardando i seminari.

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Nel pomeriggio, dopo aver partecipato al seminario del mio collega studioso di I.33 Giorgio Fonda, ho cominciato a prepararmi vestendomi della mia armatura post apocalittica da caccia allo zombie, durante questo momento è nato un nuovo tipo di angoscia che mi ha pian piano parzialmente azzerato i pensieri coscienti, culmine di questo l’inizio del primo match. Non me ne voglia il mio avversario, ma nonostante la relativa pulizia della sua scherma (o forse proprio per questo), potenzialmente avrebbe potuto essere il mio avversario più semplice da battere, ciò nonostante (escludendo i fattori esterni dall’analisi) la mia condizione psicologica mi ha portato ad essere avventato nelle azioni e poverissimo nella scelta delle stesse. Finito con un rispettabile 8 a 4 per il mio avversario, ciò nonostante con il senno di poi avrei potuto fare molto meglio.

Il secondo avversario è stato il mio ex collega istruttore Alessandro Gallo, di nuovo un avversario con azioni ben definibili dal punto di vista stilistico e quindi più attinente al mio linguaggio schermistico, in questo caso, passato il primo scoglio di tensione ho guadagnato il primo barlume di lucidità, riuscendo a fare un paio di azioni differenti dallo standard precedente e a razionalizzare un pochino la situazione ludica in cui mi trovavo ad essere, detto questo il mio avversario è stato più bravo di me nel gestire la mia scherma e soprattutto l’aspetto psicologico del torneo, portando a casa un buon 8 a 6.

L’ultimo assalto mi ha posto davanti un avversario in arrivo dalla scherma moderna, le cui azioni più “esplosive” e difficili da decifrare nell’ambito del mio linguaggio schermistico avrebbero dovuto mettermi in seria difficoltà. Sicuramente è stata tutt’altro che una passeggiata ma presa una maggior confidenza con la situazione il mio cervello ha finalmente elaborato la situazione. Tradotto: Mi sono sentito più rilassato e ho potuto razionalizzare il combattimento molto meglio, tentando una strategia di attesa (nella quale gioco infinitamente meglio) cercando di entrare una volta scaricato l’attacco avversario. La cosa ha funzionato ed ho portato a casa una vittoria 8 a 5. Sfortunatamente il mio tempo di reazione è stato troppo lungo e l’adattamento alla situazione torneistica è avvenuto ben dopo il limite consentito per darmi una chance di passare alle dirette. Ciò nonostante mi sono avvicinato molto al risultato ed ho avuto ottime risposte sotto il profilo psicologico (ciò che mi interessava di più).

Nel complesso ho avuto modo di tornare a casa molto soddisfatto dell’esperimento e con buoni feedback, con l’idea di vagliare la possibilità di un secondo torneo durante il 2017.

Grazie a Federico dall’Olio e a Federico Zamboni (too much Federicopizzapasta!) per il loro inestimabile aiuto sull’analisi del mio risultato in termini psicologici ed emotivi e a Giorgio Fonda ed Alessandro Gallo per avermi fatto da “secondi” durante il torneo.

Grazie a Luca Venchi per le foto.

Federico

Yesterday morning (January 28) I went to Genova for a sword and buckler tournament . For those who follow this blog already know very well that I am not a fanatic tournament player at all, nevertheless I decided to participate in a tournament at least once per year to work on my psychological profile during combat situations.

Since I have received a few requests to publish on the blog my emotional feedback, here we are:

The tournament for me is roughly began Wednesday morning, when I began to recover pieces of various dusty protection from the dark recesses where probably had stuffed themselves in the last 3 years, as well as to ask for the missing material borrowing it from good friends (Thanks Fabrizio, Fabio and David). This increased my classic anxiety of waiting, which is a common phenomenon that I feel when I face something I do not particularly like (eg: Long journeys with frequent changes of public transport).

I brought with me the anxiety until  Saturday morning, as standard response, when just arrived on site the anxiety was greatly weakened, as the event and so the waiting was now close to the end. Taken the time to think about possible basic strategies (Thrusts – thrusts – thrusts!) And to look at my future opponents I got relaxed watching the seminars.

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In the afternoon, after attending the seminar of my colleague I.33 scholar Giorgio Fonda , I began to prepare myself by dressing my post apocalyptic armor for zombie hunting during this time a new type of anxiety is born, in regards of the bouts itselfs. Honestly speaking my first opponent, despite the relative cleanliness of his fencing (or perhaps because of it), potentially could have been the one easier to beat, nevertheless (excluding external factors analysis) my psychological condition I led to be reckless in the actions and poor in the choice of the same. I finished with a 8 to 4 for my opponent, nevertheless with hindsight I could have done much better.

The second opponent was my former colleague instructor Alessandro Gallo, back an opponent with well-defined actions from a stylistic point of view and therefore more relevant to my fencing language, in this case, after the first action i gained the firsts glimps of lucidity, I was able to do a couple of different actions from the previous standard one and I rationalize a little bit the playful situation in which I found myself to be, having said that, my opponent was better than me in fencing and especially in the psychological aspects of the tournament, bringing a good 8 to 6 at home.

The latest assault has placed me in front of an opponent coming from modern fencing, whose most “explosive action” and his unclean actions in regards my fencing language would have to put me in serious trouble. Surely it was not easy at all but I took better familiar with the situation and my brain has finally worked out the situation. Translated: I felt more relaxed and I was able to rationalize the fight, trying a waiting strategy (in which I’m infinitely better) trying to hit once he had ended his attack. It worked and I brought home a victory 8 to 5. Unfortunately, my reaction time was too long and adaptation to the tournament situation occurred well after the maximum allowed for giving me a chance to switch to the eliminatory matches. Nevertheless, I am quite happy of the results and I had good answers under the psychological profile (what interested me the most).

Overall I got to go home very satisfied with good feedbacks to work on, with the idea to explore the possibility of a second tournament during 2017.

Thanks to Federico dall’Olio and Federico Zamboni (Federicopizzapasta too much of them!) For their invaluable help on the analysis of my results on the psychological and emotional terms and to Giorgio Fonda and Alessandro Gallo for helping me as “seconds” during the tournament.

Thanks to Luca Venchi for the photos.

Federico

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