Be a martial artist.

(Scroll down for the English translation)

Il mio percorso marziale compie in questi giorni sei anni. E proprio oggi voglio condividere con i miei lettori ciò che per me significa essere un artista marziale e schermidore.
Per non perdermi in un discorso vago a carattere troppo personale, suddividerò ciò che per me è fondamentale nella pratica delle arti del combattimento in quelli che ritengo personalmente  punti fondamentali della via dell’auto-miglioramento:

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2012

Amare la propria arte:  E’ fondamentale provare amore per ciò che si fa, così come l’amore per una persona, questo può palesarsi in modi diversi e si può vivere in modi diversi.  L’arte marziale come molte altre arti rappresenta una persona onesta, sincera (a volte fin troppo) e fortemente fedele.  Il futuro della relazione con una persona così nobile e fiduciosa sta tutto nelle nostre mani, ogni nostro errore è un insulto, ogni menzogna detta a noi stessi è una crepa nel rapporto, temporeggiare vuol dire trascurare e tradire il più delle volte significa perdersi per sempre. Amare la propria arte significa essere partner consapevoli, presenti, interessati e affettuosi.

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2013

Il forte e il debole:  Forte e debole, alto e basso, destra e sinistra, cambiarsi e cambiare gli altri. Ogni attimo della pratica e della vita passa attraverso questo semplice paradigma, saperlo leggere e rispondere con la giusta reazione è un fondamento delle arti marziali. E’ fondamentale impegnarsi a comprendere le intenzioni di un amico come di un nemico, perché queste ci modificheranno inconsapevolmente o meno.

L’arte sono io: Impegnati perché il tuo fisico rispecchi ciò che fai, cerca di camminare eretto senza ciondolare, siedi composto, presta attenzione a chi ti sta a fianco, sii sincero con te stesso, non vergognarti di ciò che fai se lo fai per essere una persona migliore.

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2013

Il torrente e la diga: Molte persone si costruiscono una personalità artefatta praticando le arti marziali, tentando di rappresentare qualche ideale infantile o per arginare le proprie incertezze. Questo è un po’ come fermare un torrente con una diga, permettendo solo ad un rivolo controllato di uscirne fuori. E’ invece meglio conoscere il corso del torrente dalla fonte fino a valle e modificarne il corso mettendo o togliendo qualche sasso nei punti dove questo necessita deviazioni, stringerlo dove l’acqua è bassa, allargarlo dove è alta e così via. E’ molto più umano correggere piccoli difetti piuttosto che ricreare se stessi da zero. Sfruttando così sempre il meglio di ciò che siamo.

L’ingegno e la pigrizia: La pigrizia è un comportamento umano che serve a controllare la spesa di energia giornaliera, è un’eredità del nostro passato come cacciatori raccoglitori. Ancora una volta, lottare contro la pigrizia in ogni situazione è folle, a volte è necessario essere forti e combatterla, molti altri può essere invece gestita con ingegno: Impara a conoscere i tuoi momenti di pigrizia, lavora al massimo quando sei motivato, quando sei pigro studia o scrivi (magari un articolo sul percorso marziale!) e spezza questa attività con brevi attività controllate. C’è sempre un modo per migliorare senza violentarsi, usando l’ingegno.

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2014

Fai ciò che è necessario: Un consiglio che traspare da molti testi del passato è: Fai ciò che è necessario. Sembrerebbe una banalità ma non lo è affatto. Considera sempre vie alternative, non fermarti alla forma e alla formalità. Colpisci quando serve, fuggi quando serve, se devi attaccare alle spalle fallo. Concentrati sull’obiettivo e non sul mezzo.

Sono passati sei anni da quando ho intrapreso il mio percorso marziale. In questi anni ho incontrato molte persone, modificato moltissime idee e appreso molti concetti. Mi sono allenato molto, ho studiato molto e ho sbagliato molto.

Continuerò a farlo.

Federico

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2015

My martial path is at its sixth birthday. And right now I want to share with my readers what I think it means to be a martial artist and a fencer.
In order not to get lost in a vague too personal speech, I shall divide what is fundamental to me in the practice of the arts of combat in those that I personally consider fundamental points of the path of self-improvement:

To love your own art: It is fundamental to feel love for what you do, just like the love for a person, this can be seen in different ways and you can live it in different ways. Martial art, like many other arts, is an honest, sincere (sometimes too much) and faithful person. The future of the relationship with such a noble and trusting person is all in our hands, all our mistakes are an insult, every lie we say to ourselves is a crack in the relationship, procrastinate is to neglect and betray most of the time means to lose forever. To love your own art means to be conscious, present, interested and affectionate partners.

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2015

Strong and weak: Strong and weak, high and low, right and left, change yourself and change others. Every moment of practice and life passes through this simple paradigm, knowing how to read and respond with the right reaction is a foundation of martial arts. It is essential to understand the intentions of a friend as well as of  an enemy, because they will change us, be it unknowingly or not.

I am the Art: Work hard so that your physique reflects what you are doing, try to walk erect without crawling, sit straight, pay attention to the one who stands beside you, be honest with yourself, do not be ashamed of what you do if you do it to be a better person.

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2015

The creek and the dam: Many people builds an artifact personality when practicing martial arts, trying to represent some infantile ideal or to hide their own uncertainties. This is a bit like stopping a creek with a dam, allowing only a controlled stream of water  to get out. It is better to know the course of the creek from the source down to the valley and to modify the course by putting or removing some rocks at the points where this requires deviations, tighten it where the water is low, expand it where it is high, and so on. It is far more human to correct small defects rather than recreate themselves from scratch. So always make the best of what you are.

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2016

Intelligence and Laziness: Laziness is a human behavior that serves to control the daily energy expenditure, it is a legacy of our past as hunters/gatherers. Again fighting laziness in every situation is crazy, sometimes it is necessary to be strong and fight it, many others can be handled with intelligence: Learn to know your moments of laziness, work hard when you are motivated, when you are lazy Study or write (maybe a blog post about your martial path!) And breaks this activity with short controlled activities. There is always a way to improve without being violent with ourselves, using intelligence instead.

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2017

Do what you need: A tip that emerges from many texts of the past is: Do what is necessary. It would seem simplistic but it is not at all. Always consider alternative ways, do not stop with form and formality. Hit when you need to, escape if you need to, if you have attack from the back, do it. Focus on the goal and not on the mean.

Six years have passed since I started my martial path. Over the years I’ve met many people, changed a lot of ideas and learned many concepts. I trained a lot, I studied a lot and I’ve done wrong a lot.

I will continue to do so.

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Two days ago

Federico

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