Conditioning – Part 1

Conditioning – Pt.1

Cos’è il condizionamento? Quando è necessario condizionare un’azione? Come faccio a mettere in atto il mio condizionamento in una situazione caotica come lo sparring o il combattimento?.

Per prima cosa vediamo cos’è il “condizionamento” in tutti i suoi aspetti, esso è infatti composto da un numero di aspetti :
La memoria muscolare:  La prima fase necessaria ad imprimere nelle nostre menti un’azione è quella della memoria muscolare. Questa è la fase in cui la pratica in solitaria ha maggiore effetto, la memoria muscolare può essere creata in parte senza l’aiuto di un avversario, il limite si ha quando si supera la soglia delle “azioni semplici” e si deve considerare una reazione avversaria. Questo ci porta direttamente al secondo aspetto.

Reazione ad uno stimolo: Sia esso uno stimolo tattile o visivo, un grande numero di azioni schermistiche passa attraverso i nostri ricettori. Questa fase necessita di una (seppur lieve e veloce) infarinatura della prima, la memoria muscolare e la reazione agli stimoli dovrebbero poi crescere di pari passo.
La pratica in solitaria per questo aspetto del condizionamento dovrebbe essere inserita molto più tardi nella vita di uno schermidore rispetto alla prima, questo perché sono necessarie grandi capacità mentali di simulazione per far si che la pratica abbia risvolti utili.

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Disponibilità variabile: Creata una base forte in cui uno stimolo chiaro crea una reazione chiara è fondamentale continuare ad allenare l’azione sia in un modo canonico (per affinare la qualità del gesto) sia in condizioni caotiche e fuori dalla norma, per creare una serie di “proto-azioni” che deviano leggermente dalla prima per rispondere a quella serie di piccole modifiche/storpiature ecc. che l’avversario ci pone di fronte.

Se queste sono le parti fondamentali del condizionamento, va comunque detto che non tutte le azioni hanno bisogno di un processo come questo. Alcune parti di alcune azioni possono essere salvate da questo processo perché programmabili da fuori misura ad esempio.
E’ utile saper discernere quale azione va necessariamente programmata e non può quindi essere posta in condizioni di dover rispondere ad uno stimolo, cosa che la renderebbe inutile.

In questa breve serie di articoli analizzeremo più attentamente le fasi del condizionamento e impareremo a capire quali azioni possono essere programmate in un contesto duellistico.

Give a look to my PATREON page

                                                                                                                               Federico

 

 

What is conditioning? When is it necessary to condition an action? How do I put my conditioning into a chaotic situation like sparring or fighting?

First of all we will give a look to “conditioning” in all its aspects, it is composed of a number of steps:

Muscle Memory: The first step required to impress an action in our minds is that of muscle memory. This is the stage where solitary practice has more effect, muscle memory can be created (ONLY) in part without the help of an opponent, the limit is when the threshold of “simple actions” is exceeded and you have to start training reactions. This brings us directly to the second aspect.

Reaction to a stimulus: Whether it’s a tactile or visual stimulus, a large number of fencing actions pass through our receptors. This stage requires a (albeit slight and fast) to have already started with the first part “muscle memory” for the simple actions, then muscle memory and reaction to stimuli should grow together and steadily.
The solitary practice for this aspect of conditioning should be introduced much later in the life of a Fencer than the first one, because large (mental) simulation skills are required to make the practice useful.

Variable Availability: Creating a strong foundation where a clear stimulus creates a clear reaction is essential to continue training the action both in a canonical way (to improve the quality of the gesture) and in chaotic and out of the ordinary way, to create a series of “proto-actions” that deviate slightly from the standard. This part is needed to better  respond to that series of small modifications / errors etc. that the opponent puts  in front of us.

If these are the fundamental parts of conditioning, it should be said that not all actions need a process like this. Some parts of some actions can be saved by this process because programmable from out of measure.

It is useful to know which action must be programmed and can’t be placed in a condition to respond to a stimulus, which would render it useless or even dangerous.

In this short series of articles we will look more closely at the conditioning phases and learn how to plan actions in a duel context.

Give a look to my PATREON page

                                                                                                     Federico

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