Conditioning – Part 2 – Muscle Memory

La memoria muscolare è una parte fondamentale del condizionamento di un’azione, essa può essere o meno direttamente collegata ad uno stimolo (Vedremo la reazione agli stimoli nella “Parte 3”) a seconda del tipo di azione e delle necessità.

Possiamo dire che le fondamenta della memoria muscolare risiedono nella “propriocezione”, quando un praticante (e qui mi riferisco a persone con un background sportivo minimo o nullo) comincia il suo percorso è comune che i primi mesi (o più) vengano passati a riscoprire lentamente muscoli e movimenti che, grazie al 21° secolo, sono stati dimenticati sull’amorevole sedia imbottita del PC.
Quindi ben prima di cominciare anche solo a costruire la memoria muscolare un praticante/allievo deve per prima cosa ristabilire il normale funzionamento del suo corpo. Movimenti eccessivamente articolati e  poco fluidi ecc. rientrano negli errori comunemente commessi.
Gli errori possono a volte essere frutto di una postura scorretta. Pronazione dell’arco plantare, atteggiamenti cifotici e scoliotici sono i più comuni da riscontrare (Spesso frutto di una vita sedentaria o di un lavoro molto pesante e ripetitivo). Alcuni di questi difetti posturali sono recuperabili tramite una corretta pratica ben bilanciata, altri possono essere aggravati dalla medesima, è quindi fondamentale contattare un fisiatra e/o un fisioterapista per un consulto, in modo che la pratica passi dal mero divertimento ad un divertimento sano e produttivo.

Una volta cominciato questo “processo di ristrutturazione” del corpo (se necessario!) deve essere subito affiancato con l’inserimento delle azioni di base.  Verranno inseriti per prima cosa gli attacchi (punte, tagli) la cui forma di esecuzione dovrà servire sia a gettare le basi del condizionamento, sia a ristabilire una corretta attività motoria del praticante. Questa parte non va affatto sottovalutata in quanto molti errori che nascono in questa fase vengono portati avanti per anni, rendendo difficoltoso e lungo il processo di correzione.  E’ quindi fondamentale che l’istruttore aiuti l’allievo non tanto correggendo verbalmente o fisicamente l’errore ma ponendo il praticante di fronte alle motivazioni per cui il suo movimento è errato e/o dannoso, in modo da porre una necessità tangibile alla base della correzione, così che possa essere più facilmente perseguita.

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La pratica delle azioni di base deve essere una parte fondamentale della lezione del praticante neofita per almeno un anno.  A questo tipo di pratica verrà affiancato (a poche lezioni dall’inizio) il condizionamento degli stimoli tattili e visivi, che andremo a visionare nel prossimo articolo.

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F. Malagutti

Muscle memory is a fundamental part of the conditioning of an action, it may or may not be directly related to a stimulus (we will see the reaction to stimuli in “Part 3”) depending on the type of action and of its needs.

We can say that the foundations of muscle memory reside in “proprioception”,  when a practitioner begins his path is quite common (and here I refer to people with a minimal sport background or not at all) that the first few months (or more) are spent to slowly rediscover muscles and movements that, thanks to the 21st century, have been left forgotten on the beloved padded PC chair.

So even before starting  to build up muscle memory a practitioner/student must first restore the normal functioning of his body. Excessively articulated movements,  rigidity, etc. fall within the mistakes commonly made.

Errors can sometimes be the result of an incorrect posture. Plantar bow problems, cifotic and scoliotic attitudes are the most common to be observed (often the result of sedentary life). Some of these postural defects can be recovered through proper well-balanced practice, others may be aggravated by the same, so it is vital to contact a physiatrist and / or a physiotherapist for consultation so that practice goes from mere fun to a healthy and productive kind of fun.

Once this “restructuring process” of the body has started (if necessary!), It must be accompanied by the practice of basic actions. First of all, the attacks (Thrusts, cuts) whose implementation will serve both to lay the foundation of conditioning and also to re-establish the proper body movements of the practitioner. This part should not be underestimated because many errors that arise in this phase are being carried out for years, making it difficult and long the process of correction. It is therefore essential that the instructor helps the student not so much by verbally or physically correcting the error but by placing the practitioner in front of the reasons about  why the movement is incorrect and / or harmful to place a tangible necessity at the base of the correction, so that it can be more easily pursued.

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The practice of basic actions must be a key part of the neophyte practitioner’s lesson for at least a year. This kind of practice will be accompanied by (a few lessons after the beginning) the conditioning of tactile and visual stimuli, which we will see in the next article.

Federico

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