Conditioning – Part 3 – Reaction to stimuli

Nella parte tre abbiamo visto come un allievo/praticante comincia il suo percorso attraverso un’analisi della postura, delle capacità atletiche e della propriocezione del corpo a cui segue subito un’infarinatura iniziale dei movimenti base (tagli, punte, passeggio ecc).

Appena le capacità del praticante consentono il lavoro in coppia (Solitamente già alla seconda lezione) questi dovrebbe essere da subito iniziato a quel tipo di allenamento. L’esecuzione delle azioni in coppia è fondamentale per condizionare una delle parti più fondamentali della pratica schermistica: La reazione agli stimoli.
Gli stimoli, tattili o visivi che siano, sono il mezzo attraverso cui una reazione (Parata, Contrattacco ecc. ) deve molto spesso passare per essere messa in atto. Allenarsi in coppia purtroppo non sempre significa allenare questa parte fondamentale della pratica schermistica, questo perché molti errori si possono frapporre tra l’obiettivo (condizionamento della reazione ad uno stimolo) e l’allievo. Alcune di queste problematiche sono dovute a errori dell’istruttore, altre a mancanze da parte dell’allievo:

Istruttore:
– Fatica a correlare il tempo e/o la misura a cui un’azione dovrebbe essere eseguita, l’allievo quindi forza un’azione artefatta e inutile rendendo l’apprendimento quasi impossibile (Può nei casi peggiori permettere l’apprendimento di un’azione scorretta).
– Non permette agli allievi di adattare la forma dell’azione alle loro peculiarità fisiche (altezza, tono muscolare) ponendolo nella condizione di eseguire una contraria scorretta per un determinato tipo di avversario, rendendola contro-intuitiva.
– Non aiuta l’allievo a porre l’attenzione sulla ricezione dello stimolo piuttosto che sullo svolgimento dell’azione. Quest’ultimo punto necessita di una breve considerazione: Per allenare adeguatamente lo stimolo all’azione l’allievo deve per prima cosa conoscerne la “coreografia”, eseguire alcune ripetizioni badando ad essa è quindi fondamentale.

Allievo/i:
– Non pone attenzione allo stimolo e all’avversario, concentrandosi troppo sui propri gesti.
– E’ disattento
– Esegue l’esercizio in modo meccanico, prendendo quindi un “ritmo” ben definito.

Notiamo quindi che è fondamentale preparare e prepararsi adeguatamente a condizionare gli stimoli tattili e visivi. Concentrarsi su di essi durante gli esercizi di coppia è fondamentale. Durante i primi tempi, l’allievo potrebbe ragionare in modo “cosciente” riguardo alla ricezione di un determinato stimolo, il che gli farà perdere tempo nella reazione, questa fase viene naturalmente superata. Se così non dovesse essere,  un modo semplice per affrontare questa situazione è aumentare leggermente il ritmo dell’azione per creare una situazione di leggero stress, ponendo l’allievo in una situazione di “necessità”.

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Gli stimoli tattili arrivano molto più velocemente al midollo spinale di quelli visivi (Per questo l’ossessione di molti maestri antichi per le azioni sul ferro, il fhulen , Indes ecc ecc) la reazione ad essi è quindi più immediata. Un buon modo per formare un praticante alle prime armi è quindi inserire un buon numero di esercizi “nel legame” accostati ad un numero minore di azioni “fuori dal legame”. Man mano che l’allievo matura, trasferire i concetti di azioni simili che rispondo a stimoli differenti (da tattili a visivi o viceversa) diventerà sempre più facile.

Questa parte del condizionamento è fondamentale per la crescita di uno schermidore, è quindi molto importante per l’istruttore o per il praticante porre forte attenzione sugli esercizi, sul modo in cui le azioni vengono portate a termine, sul come e sul quando per far si che ogni azione trovi il suo spazio in un sistema più articolato.

 

English:

In part three we saw how a student / practitioner begins his journey through an analysis of posture, athletic abilities and body proprioception followed by an initial smattering of basic movements (cuts, points, walking, etc.).

As soon as the skills of the practitioner allow work in pairs (usually already in the second lesson) he should be immediately started to that type of training. The execution of the actions in pairs is fundamental to condition one of the most fundamental parts of the shielding practice: the reaction to the stimuli.
The stimuli, tactile or visual, are the means by which a reaction (Parade, Counterattack, etc.) must very often pass to be put in place. Training as a couple unfortunately does not always mean to train this fundamental part of the shielding practice, because many errors can be placed between the objective (conditioning of the reaction to a stimulus) and the student. Some of these problems are due to the mistakes of the instructor, others to errors of the student:

Instructor:

– Struggling to correlate the time and / or the measure to which an action should be performed, the student then forces an artificial and useless action making learning almost impossible (It can in the worst cases allow the learning of an uncorrect action).

– It does not allow the students to adapt the form of the action to their physical peculiarities (height, muscular tone) placing it in the condition to perform a wrong counter for that type of opponent, making it counter-intuitive.

– It does not help the student to focus on receiving the stimulus rather than on the performance of the action. This last point requires a brief consideration: To train the stimulus adequately to the action the student must first know the “choreography”, some repetitions to learn the form  are fundamental in the beginning.

Student:

– Does not pay attention to the stimulus and to the opponent, focusing too much on their gestures.

– He’s inattentive

– Performs the exercise mechanically, thus taking a well-defined “rhythm”.

We note therefore that it is fundamental to prepare and prepare adequately to condition the tactile and visual stimuli. Focusing on them during couple exercises is essential. During the early times, the student could reason in a “conscious” way about receiving a certain stimulus, which will cause him to waste time in the reaction. This phase is naturally overcome, if not, a simple way to deal with this situation is to slightly increase the pace of action to create a situation of light stress, placing the student in a situation of “necessity”.

The tactile stimuli arrive much more quickly to the spinal cord than the visual ones (This is the cause of the obsession of many ancient masters for the actions in the bind, the fhulen, Indes etc etc) the reaction to them is therefore more immediate. A good way to train a novice practitioner is to insert a good number of exercises “in the bind” together  with a smaller number of actions “outside the of the bind”. As the student matures, transferring the concepts of similar actions that respond to different stimuli (from tactile to visual or vice versa) will become easier and easier.

This part of the conditioning is fundamental for the growth of a fencer, so it is essential for the instructor or the practitioner to pay close attention to the exercises, the way in which the actions are carried out, how and when, to ensure that every action finds its space in a more articulated system.

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