Ferrum Armoury – Destreza-Rapier review.

Sotto consiglio del gentilissimo Ton Puey, pochi mesi fa ho deciso di comprare un Rapier dai Ragazzi di Ferrum  Armory. Se c’è una cosa che amo nel fare acquisti schermistici, è provare e supportare i nuovi produttori che si lanciano sul mercato mostrando fin da subito competenza nelle forme, nelle misure e nel gusto estetico.

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Il Rapier prodotto da questi ragazzi è esteticamente appagante, presenta un’impugnatura di dimensioni variabili che è stabilita attraverso la misura del palmo della mano. Quest’ultimo aspetto non solo da alla spada un ottimo risultato estetico, ma rende l’arma comoda e perfettamente inerente al contesto che essa vuole andare a replicare. Le forme di impugnatura e croce sono pulite ed eleganti .
La lama è elegante, presenta uno svaso che percorre 1/3 della lama. Il filo si riduce di spessore man mano che questi si avvicina alla punta, personalmente ho molto apprezzato questo aspetto, sia perché favorisce una migliore distribuzione del peso, sia per mere questioni estetiche. Per chi fosse portato ad una scherma molto “violenta” fatta di tagli potenti e molto caricati consiglierei (oltre a cambiare proprio tipologia di arma) di chiedere se è possibile evitare questa caratteristica. Se usata in modo canonico, senza scadere nel difetto così come nell’eccesso, la spada si presenta ottima e resistente.
La lama si flette adeguatamente, ne troppo ne troppo poco. La flessione è ben distribuita sulla lama proprio grazie allo spessore variabile.

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La punta è stondata, mantiene però lo stesso spessore del filo in punta. Un tappo di gomma con al suo interno una rondella di metallo è consigliabile se si vuole “tirare” a ritmi elevati. Per alcuni questa scelta potrebbe far storcere il naso ma su un’arma di questa lunghezza non avere riccioli o ispessimenti della punta può diminuire di diverse decine di grammi il peso percepito quando l’arma viene messa in linea. Inoltre su questi tipi simulacri un tappo in punta è d’obbligo, quindi non vi è nessuno svantaggio pratico.

La spada è leggera e agile nei movimenti, ottima per praticare la Destreza, non dà problemi con la presa illustrata da Gérard Thibault nel suo trattato di Scherma. E’ ottima anche per gli stili italiani più moderni che, a differenza dei predecessori,  non necessitano di armi oblunghe.

Il servizio clienti è estremamente buono e con ottime qualità umane (caratteristica che accomuna i Fabbri a cui tendo ad affidarmi).

Dati (dalla pagina Facebook dei produttori):
Weight: 900-1050g
Length from quillions: 104cm
Overall length: 114cm (max.)
PoB: 15cm from quillions (aprox.)
Custom grip length

Un ottimo strumento per la pratica, estetica accattivante, qualità tecniche molto buone ad un prezzo onesto.

F.Malagutti

 

(Eng.)

Under the advice of the very kind Ton Puey, a few months ago I decided to buy a Rapier from the Boys of Ferrum Armory. If there is one thing I love in making fencing purchases, it is to try to support the new producers who launch themselves on the market showing immediately competences in shapes, sizes and aesthetic taste.

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The blade is elegant, has a fuller that runs 1/3 of the blade. The edge is reduced in thickness as it approaches the tip, personally I appreciated this aspect, both because it favors a better distribution of weight, both for mere aesthetic issues. For those who were led to a very “violent” fencing made of powerful and heavily loaded cuts I would recommend (in addition to changing your own type of weapon) to ask if you can avoid this feature. If used in a canonical way, without falling in the defect as well as in excess, the sword is excellent and resistant.
The blade flexes properly, neither too much nor too little. The flexion is well distributed on the blade thanks to the variable thickness.

The tip is rounded, but maintains the same thickness of the thread at the tip. A rubber stopper with a metal washer inside is advisable if you want to fence at high rates of speed. For some this choice could make the nose turn up but on a weapon of this length do not have curls or thickening of the tip can decrease by several tens of grams (or more!) the weight perceived when the weapon is put online. Also on these types of swords a tip cap is a must, so there is no practical disadvantage.

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The sword is light and agile in its movements, excellent for practicing destreza, it does not give problems with the grip illustrated by Gérard Thibault in his treatise of Fencing. It is also excellent for the most modern Italian styles that, unlike their predecessors, do not require oblong weapons.

The customer service is extremely good and with excellent human qualities (a feature that is common to the blacksmiths I tend to trust).

Data (from the producers’ Facebook page):
Weight: 900-1050g
Length from quillions: 104cm
Overall length: 114cm (max.)
PoB: 15cm from quillions (aprox.)
Custom grip length

An excellent tool for practice, attractive aesthetics, very good technical qualities at an honest price.

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My new Fencing philosophy

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In the last year my approach to Historical Fencing is slightly changed, I have implemented new concepts and changed other ones, I have also left something behind.
I had good feedbacks from my decisions and so i decided to share with my Patrons this new “way” to approach study and practice.
Patrons who donate 5$ or more can read the first article about this topic by clicking the link below.
https://www.patreon.com/posts/16430703

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Binding actions in historical fencing

In this new YouTube-video I talk about sword “binding” actions, in these days some posts on Facebook have been written, which stated that bind is overestimated, so i decided to shoot this video where I talk about the sword bind and of its advantages and disadvantages.

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Christmas Sparring 2017 – Medieval vs Renaissance

Every Year me and my friend Fabio Serraglio gather for the traditional Christmas sparring.

This time we decided to fight over the Ice! This affected our way to move in an interesting way.

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Conditioning part 5 – Conclusions

Arriviamo quindi alla conclusione del nostro percorso.  Avendo brevemente  visionato i vari aspetti del condizionamento di un’azione restano da elencare alcuni appunti finali, utili da tenere a mente. Questi sono dei punti da tenere a mente in special modo quando si decide di organizzare un percorso di allenamenti volto a condizionare un determinato numero di azioni.

1) Quanto è necessaria questa azione/reazione/movimento? Questo è un punto banale ma che va altamente tenuto in considerazione, molte arti marziali tradizionali infatti cercano di condizionare un gran numero di azioni complesse, spesso queste hanno inoltre una finestra di applicabilità relativamente piccola, ne risulta spesso un grande caos. E’ quindi fondamentale ponderare bene quali azioni condizionare per prime, esse dovranno essere semplici e coprire il maggior numero di casistiche possibile. Le azioni più “complesse” dovrebbero essere aggiunte successivamente.

2) Reazione offensiva – Reazione difensiva: E’ fondamentale ricordarsi che un buon bilanciamento tra difesa e offesa dovrebbe essere sempre tenuto in considerazione quando si scelgono le prime azioni da condizionare. Una cavazione in risposta ad un legamento potrebbe portare sia ad una risposta che ad un ulteriore legame (questa volta vantaggioso) o ad una battuta. E’ quindi utile dare ad alcune azioni di base sia un’opzione offensiva che una difensiva, questo aiuterà a coprire un gran numero di casistiche.

3) Misura, tempo: A che misura va effettuata una determinata azione/reazione? Un errore comune è tentare di condizionare una “tecnica” da trattato, tenendo conto solamente dell’ideale di forma e perdendo di vista il momento ideale e la distanza dall’avversario in cui quest’ultima dovrebbe essere messa in pratica.

Ci sarebbe sicuramente altro da aggiungere, ciò nonostante il quadro è praticamente completo e mi fermerò qui.

Ah, quasi dimenticavo, è fondamentale allenare costantemente le azioni condizionate. Perché ricordate: Uno schermidore pigro è uno schermidore morto.

F. Malagutti

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So we arrive at the end of our journey. Having briefly examined the various aspects of the conditioning of an action, there are still some useful final notes to keep in mind. These are points to keep in mind especially when you decide to organize a training course aimed at conditioning a certain number of actions.

1) How much is this action / reaction / movement necessary? This is a trivial point but it should be taken always into consideration, many traditional martial arts in fact try to condition a large number of complex actions, often these also have a relatively small applicability window, it often results in a great chaos. It is therefore essential to weigh well what actions to condition first, they will have to be simple and cover as many cases as possible. The most “complex” actions should be added later.

2) Offensive reaction – Defensive reaction: It is essential to remember that a good balance between defense and offense should always be taken into account when choosing the first actions to be conditioned. A cavazione in response to a bind could result both in a riposte or in a further binding action (this time advantageous) or in a beat on the opponent blade. It is therefore useful to give some basic actions both an offensive and a defensive option, this will help to cover a large number of cases.

3) Measure, time: How and when should a certain action / reaction be performed? A common mistake is to attempt to condition a treaty “technique”, taking into account only the ideal of form and losing sight of the ideal moment and the distance from the adversary in which the latter should be put into practice.

There would certainly be more to add, nevertheless the “picture” is practically complete and I will stop here.

Ah, I almost forgot, it is essential to constantly train the conditioned actions. Remember: A lazy fencer is a dead fencer

F. Malagutti

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Fortezza Solo-drill

Fortezza, my third Solo-drill is now Online.

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Conditioning – Part 4 – Variables Availability

Nell’articolo precedente abbiamo preso visione di come approcciarci al condizionamento della reazione agli stimoli. Vi ricordo che ogni parte del condizionamento sfuma nell’altra, avremo quindi bisogno di un costante miglioramento della memoria muscolare e di un costante e progressivo allenamento degli stimoli.

Raggiunto un livello in cui il praticante mostra di aver inserito nel suo repertorio di azioni la reazione agli stimoli “base” possiamo passare alla fase successiva, come riusciamo però a intendere che il praticante è a questo livello?
Lo sparring è un ottimo strumento di analisi ed auto-analisi. Sia lo sparring con protezioni minime (maschera e guanti) che quello con protezioni complete (ad un’intensità media) sono utilissimi per capire se lo schermidore ha assorbito la reazione agli stimoli che noi riteniamo fondamentali (possono essere 3 o 4 reazioni a 3 o 4 azioni che creano il fondamento del sistema, ad esempio). Per avere un feedback migliore, è utile mischiare azioni meno canoniche (di un livello più avanzato) con azioni semplici e dirette che arrivino direttamente dagli esercizi base precedentemente praticati.  Questo aiuta il praticante ad inserire “l’ordine” che già conosce nel “caos” di ciò che per lui è ancora da comprendere o scoprire.

Una volta che l’allievo giunge a questo punto, oltre ad apprendere lentamente nuove azioni (o varianti delle precedenti) va posto davanti ad esercizi sempre più complessi che riguardino le azioni che già conosce. Questi esercizi dovrebbero avere tre obiettivi principali:

Adattamento della forma: Il praticante deve adattare la forma base delle sue azioni alle “micro-variabili” che gli vengono poste davanti, lunghezza dell’arma, altezza dell’avversario, forma dell’azione avversaria, ritmo dell’azione ecc ecc.

Contestualizzazione: Tramite l’apprendimento delle nuove variabili l’allievo sarà incentivato a comprendere quando la finestra di opportunità per l’esecuzione di una tecnica è ancora aperta o meno. Aiutando quindi a creare (consciamente o meno) dei “diagrammi di flusso”.

Improvvisazione: Il praticante impara ad usare le variabili di forma apprese in nuove situazioni non ancora osservate in esercizio. Questo è un tratto che denota enorme esperienza alle spalle.

L’aumento delle variabili negli esercizi di coppia, siano esse di forma, misura, tattiche o di qualsiasi altro genere farà si che il praticante progredisca e sia pronto ad un numero maggiore di variabili.

Federico Malagutti

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English:
In the previous article we have seen how to approach the conditioning of the reaction to stimuli. I remind you that every part of the conditioning we have seen fades into the others, so we will need a constant improvement of the muscle memory and a constant and progressive training of the basic stimuli.

Having reached a level where the practitioner shows that he has inserted in his repertoire of actions the reaction to the “basic” stimuli we can move on to the next phase, but first: How do we manage to understand that the practitioner is at this level?

The sparring is an excellent tool for analysis and self-analysis. Both the sparring with minimal protections (mask and gloves) and the one with complete protections (at an average intensity) are very useful to understand if the fencer absorbed the reaction to the stimuli that we consider fundamental (This basic stimuli can be 3 or 4 reactions to 3 or 4 actions that create the foundation of the system, for example). To get better feedback, it is useful (for the one who tests the parthner/student)to mix less canonical actions (of a more advanced level) with simple and direct actions that arrive directly from the previously practiced basic exercises. This helps the practitioner to insert the “order” that he already knows in the “chaos” of what is still to be understood or discovered for him.

Once the student reaches this point, in addition to slowly learning new actions (or variations of the previous ones) he / she must be placed in front of more and more complex exercises concerning the actions he / she already knows. These exercises should have three main objectives:

Adaptation of the form: The practitioner must adapt the basic form of his actions to the “micro-variables” that are placed in front of him, the length of the weapon, the height of the opponent, the form of the opposing action, the rhythm of the action, etc.

Contextualization: Through the learning of the new variables the student will be encouraged to understand when the window of opportunity for the execution of a technique is still open or not. Therefore helping to create (consciously or not) “flow diagrams”.

Improvisation: The practitioner learns to use the form variables learned in new situations not yet observed in practice. This is a trait that denotes huge experience behind it and it always comes after the first two points.

The increase of the variables in the couple exercises, be they of form, measure, tactics or any other kind will cause the practitioner to progress and be ready to a greater number of variables.

F. Malagutti

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