The Crossing

New YouTube video with me and Keith Farrell.

This time we talk about the crossing and the possible options from the situations of weaknes and strenght presented in both the Fiore manuscript and in the Liechtenauer (Ringeck mainly) tradition.

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Paradoxes of Immobility

(Scroll down for the English translation)

Negli anni ho avuto modo di praticare svariate arti marziali e di approcciarmi alla scherma in vari modi. Una caratteristica comune che ho visto caratterizzare alcune arti (spesso tradizionali) e alcune branche delle HEMA (Historical European Martial Ats) è una tendenza all’immobilità. Essere attendisti, nell’assalto come nel duello,  è una scelta legittima, Io stesso  come schermidore sono abbastanza attendista con buona parte dei miei avversari. Qui però non parlo di scelte ma di scelte obbligate. I “paradossi dell’immobilità”, come cita il titolo, non sono altro che tutte quelle abitudini che in allenamento portano un praticante a non imparare (o peggio, a perdere) gran parte del repertorio offensivo necessario per gestire un assalto o un combattimento.

Questi paradossi sono molto radicati in molte tradizioni marziali ed è quindi difficile a volte rendersi conto della loro esistenza, o accorgersi di esserne dei sostenitori involontari.
Un esempio classico che va citato è l’ossessione per la stabilità, e no, non stiamo parlando di uno sviluppo dell’equilibrio, aspetto fondamentale per ogni artista marziale. La stabilità è invece di solito imputata al radicamento al terreno e “all’equilibrio perenne”, schemi di passeggio specifici  accompagnano il tutto per mantenere uno stato di equilibrio continuo attraverso i vari movimenti. Se questo aspetto può essere valutato per un sottogruppo molto specifico delle opzioni difensive (di certo non tutte) è assolutamente inutile dal punto di vista offensivo.

Uno stato di equilibrio continuo attraverso i movimenti di solito è volto alla necessità di poter fermare ogni atto nel mezzo (E qui andrebbero approfonditi i modelli di controllo motorio a circuito chiuso e aperto e il programma motorio) per poter essere cambiato in corso d’opera. Sfortunatamente questo porta una tendenza all’immobilità, alla riduzione della velocità massima raggiungibile nelle azioni offensive e, di conseguenza, una perdita totale di confidenza nelle stesse. Parlo principalmente di botte dritte di prima intenzione , siano esse punte, tagli o pugni.

Un passo, un affondo, la corsa: Tutti questi modi di muoversi più o meno velocemente nello spazio hanno una  cosa in comune, la perdita di equilibrio volontaria. Vi è un unico modo per mantenere il più possibile l’equilibrio durante i movimenti, ossia ridurre l’ampiezza dei passi,  più un passo è corto e meno la perdita di equilibrio sarà necessaria (o percettibile).
Diminuendo quindi l’ampiezza di ogni singolo movimento delle gambe si va, nuovamente, ad inficiare l’efficacia del colpo portato.

La diminuzione della velocità massima e della gittata nelle azioni offensive non solo vanno a minare l’efficacia delle stesse, ma essendo queste azioni il tassello numero uno di ogni sistema di combattimento esistente,  esse andranno ad inficiare anche il senso della misura dei praticanti e con esso la reattività nella difesa.

Perché allora determinate scelte vengono intraprese? Qual è lo scopo iniziale che vi ha dato origine?
La risposta è semplice: Sicurezza. Il movimento è un insieme di variabili, riducendo le variabili è possibile avere più certezze.
Spesso è l’incertezza nell’intendere l’iniziativa (e quindi il colpo doppio) a sviluppare “il paradosso dell’immobilità” in quanto velocità più moderate e scarsa attitudine alla prima intenzione riducono come conseguenza il numero di doppi.
Altre volte è richiesto da ambienti di allenamento privi di protezione, basti pensare alle scuole di arti marziali del passato. Altre volte ancora è semplicemente il bisogno di certezze sopracitato, dietro ad ogni passo vi è una perdita di equilibrio e dietro ad ogni perdita di equilibrio, in duello, può esservi la morte.
Sfortunatamente però al di fuori dell’ambiente di pratica canonizzato il desiderio di sicurezza finisce per diventare il pericolo maggiore.

 

Eng:

Over the years I have been able to practice various martial arts and to approach the fencing in various ways. A common feature that I have seen characterizing some (often traditional) martial arts and some branches of the HEMA (Historical European Martial Ats) is a tendency to immobility. Be more defensive, in the assault as in the duel, is a legitimate choice, I’m one of this guys,  with most of my opponents. But here I do not speak of choices but of forced choices. The “paradoxes of immobility”, as the title mentions, are nothing but all those habits that in training lead a practitioner not to learn (or worse, to lose) much of the offensive repertoire needed to manage an assault or a fight.

These paradoxes are very rooted in many martial traditions and it is therefore difficult sometimes to realize their existence, or to realize to be  involuntary supporters.
A classic example that should be mentioned is the obsession with stability, and no, we are not talking about a development of balance, a fundamental aspect for every martial artist. Stability is instead usually attributed to ground rooting and “perennial balance”, specific walking patterns accompany the whole to maintain a state of continuous balance through the various movements. If this aspect can be useful for a very specific subgroup of the defensive options (certainly not all) it is absolutely useless from the offensive point of view.

A state of continuous equilibrium through movements is usually aimed at the need to be able to stop every act in the middle (And here should be examined the models of closed loop and open loop motor control and the motor programs – https://en.wikipedia.org/wiki/Motor_control) in order to be changed during the execution . Unfortunately this leads to a tendency to immobility, to the reduction of the maximum speed achievable in offensive actions and, consequently, a total loss of confidence in those  action. I’m talking mainly about simple attack of first intention, whether they are thrusts, cuts or punches.

A step, a lunge, the race: All these ways to move through space  more or less quickly have one thing in common, the voluntary loss of balance. There is only one way to keep the balance as much as possible during the movements, and that is to reduce the width of the steps, the more a step is short and the less a loss of balance will be necessary (or perceptible).
Thus decreasing the distance covered by each movement of the legs, again, to invalidate the effectiveness of the blow brought.

The decrease in maximum speed and range in offensive actions not only undermine the effectiveness of those, but since these actions are the piece number one of any existing combat system, they will also undermine the sense of the practitioners’ measure and with it their reactivity during the defense.

Why then are certain choices made? What is the initial purpose that gave rise to it? The answer is simple: Security. Movement is a set of variables, reducing the variables it is possible to have more certainties. Often it is the uncertainty in understanding the initiative (and therefore the double hit) to develop “the paradox of immobility” because more moderate speeds and a poor attitude to the first intention attack reduce as a consequence the number of doubles.

Other times it is required by training environments without protection, just think of the martial arts schools of the past. Other times it is simply the need for certainties mentioned above, behind every step there is a loss of balance and behind every loss of balance, in a duel, there may be death.

Unfortunately, however, outside of the canonized practice environment, the desire for security ends up becoming the greatest danger.

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BHFM – Projects and goals

La prima edizione del Borgosesia Historical Fencing Meeting è finita da poco, ed è il momento di valutarne i risultati e i progetti per il futuro.

Obiettivo: Formazione e crescita dello schermidore.
Obiettivo di questo evento è dare una formazione utile ai partecipanti, distaccarsi quindi dal “solito format” di seminari presenti negli eventi HEMA che per un motivo o per l’altro faticano a passare agevolmente informazioni utili ai partecipanti, spesso per via della scarsità di tempo a disposizione.
L’esperimento può dirsi riuscito, i quattro seminari hanno ricevuto feedback molto positivi da parte dei partecipanti, spesso accostati da commenti positivi su questo o l’altro aspetto dell’argomento trattato. Dare la possibilità di imparare attraverso vari metodi di apprendimento e mettendo a disposizione un bacino di conoscenze maggiore a cui attingere, questo è il mezzo con cui il BHFM vuole raggiungere i suoi obiettivi.

Tema dell’evento:
Il tema del BHFM varierà di anno in anno seguendo uno schema semplicissimo: Arma a due mani (Spada a due mani, Spadone, Montante ecc.)  per ogni edizione dispari, arma ad una mano da taglio e punta (Spada da lato, Broadsword, sciabola ecc.) per ogni edizione pari.
Come è già capitato in questa edizione, alcuni seminari porteranno un approccio “multi-arma” per descrivere un concetto o allenare una determinata azione. Ciò nonostante lo scopo ultimo sarà l’applicazione con l’arma “tematica” del caso.

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Sparring:
Lo sparring più di qualsiasi altro formato di pratica è il campo di prova per la maggior parte delle qualità di uno schermidore. Durante il BHFM si potrà praticare sparring liberamente, lo sparring è esso stesso parte della formazione dello schermidore.

Progetti per il futuro (2019).
Come descritto in precedenza, l’evento del 2019 sarà incentrato sulle armi ad una mano. Vi saranno come per questa edizione 4 o 5 seminari dedicati a svariati tipi di armi ad una mano, nonostante le diversità i seminari verteranno verso obiettivi e “messaggi” comuni. Le armi che quasi certamente vedremo nella prossima edizione sono la Broadsword Scozzese e la Spada da Lato italiana.
Vi saranno inoltre alcune novità riguardanti lo sparring che andremo a definire prossimamente.

Federico

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Photo by Fabrizio Oioli

The first edition of the Borgosesia Historical Fencing Meeting has just ended, and it is time to evaluate the results and planning for the future.

Objective: Training and growth of the fencer.
The aim of this event is to give useful training and teachings to the participants, thus detaching from the “usual format” of seminars present in the HEMA events that for one reason or another are struggling to easily pass useful information to the participants, often due to the scarcity of time available.
The experiment was successful, the four seminars received very positive feedback from the participants, often combined with positive comments on this or other aspect of the topic. Giving the opportunity to learn through various learning methods and providing a greater pool of knowledge to choose from, this is the means by which the BHFM wants to achieve its goals.

Theme of the event:
The theme of the BHFM will vary from year to year following a very simple scheme: Two-handed weapon (Two-hand sword, Broadsword, Sabre etc.) for each odd edition, one-handed weapon (Sidesword, Broadsword, saber etc.) for each even edition.
As has already happened in this edition, some seminars will bring a “multi-weapon” approach to describe a concept or train a specific action. Nevertheless the ultimate goal will be the application with the “thematic” weapon of the case.

Projects for the future (2019).
As described above, the 2019 event will focus on one-handed weapons. There will be, as for this edition, 4 or 5 seminars dedicated to various types of one-handed weapons, despite the differences the seminars will focus on common objectives and “messages”. The weapons that we will almost certainly see in the next edition are the Scottish Broadsword and the Italian Sidesword.
There will also be some news about the sparring that we will define soon.

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Federico

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Fiore VS Liechtenauer – Two!

The past weekend I had this beautiful sparring with Keith Farrell almost a year after the last one (which was a minimal gear one, you can find it on my YT channel).
I’m very happy of the results, the very low number of double hits shows a very good management of initiative. Keith is a very strong, clean and fast opponent, with a very high percentage of actions directly from the textbooks.
I hope you will enjoy the video as much as i’ve enjoyed the sparring.

Bests!

 

Lo scorso fine settimana ho avuto il piacere di praticare sparring con l’Istruttore Keith Farrell (quasi un anno dopo averci tirato assieme l’ultima volta a THC 2017)
Sono molto contento dei risultati, il bassissimo numero di colpi doppi mostra un’ottima gestione dell’iniziativa. Keith è un avversario molto forte, pulito e veloce, con una percentuale molto alta di azioni che sembrano uscire direttamente dai libri di testo.
Spero il video vi piaccia tanto quanto a me è piaciuto lo sparring.

Saluti!

 

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My seminar in Rovereto

A quick video about the last seminar I held, in Rovereto.

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Sword Grab!

Sword-Grab technique.

This technique can be used with single handed swords, sword and buckler and longsword fencing.

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Interpreting I.33

Hi Friends!

In this video I talk about a number of errors and misconceptions that can be made during the interpretation of the I.33 manuscript. In fact, this is one of the less realistic fencing manuscript that we have, is not THE lesser realistic.
I hope you will find this video of help. All the bests!

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